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NARDUCCI IN AULA A NOME DEL PD “DICIAMO SI AL TRATTATO DI PRÚM" PDF Stampa E-mail
Scritto da Pietro Mariani   

La dichiarazione di voto di Franco Narducci a nome del Pd nel dibattito in Aula sulla ratifica del Trattato di Prüm “Diciamo sì al Trattato con il rammarico di non essere riusciti ad apportare miglioramenti allo strumento di ratifica”

ROMA - “Scopo del Trattato di Prum è la cooperazione nello scambio di informazioni contenenti dati genetici per la lotta al terrorismo, alla criminalità transfrontaliera e all’immigrazione clandestina che si inserisce nell’ambito della cooperazione di polizia nello Spazio di Libertà, Sicurezza e Giustizia dell’UE”. Lo ha affermato il deputato del Pd Franco Narducci, Vice presidente della commissione Esteri, esprimendo in Parlamento le dichiarazioni di voto, a nome del Partito democratico, nell’ambito del dibattito sulla ratifica del Trattato di Prüm.

“Purtroppo - ha proseguito Narducci - le proposte di modifica dello strumento di ratifica tese a miglioramenti per quanto concerne dispositivi inerenti la tutela della persona, hanno avuto un percorso avverso e questo è un punto nero in un momento in cui tutti insieme potevamo affermare con forza la volontà di portare avanti una lotta alla criminalità senza quartiere e nello stesso tempo rispettare come è nella nostra tradizione e, come ha ben evidenziato il deputato Ferranti nel dibattito, quella che è la nostra tradizione giuridica di rispetto della dignità della persona e della sua tutela”.

“Anche se ratificare il Trattato è doveroso - ha continuato Narducci - abbiamo perso una occasione importante per mostrare agli italiani che siamo dalla loro parte, che lavoriamo per tutelarli insieme mentre si preferisce alzare barriere e divisioni che non credo produttive nella lotta al crimine”. “Sul piano dell’integrazione tra gli Stati membri dell’Unione europea - ha precisato Narducci - il Trattato di Prum, accentua il volere dei singoli Stati. Infatti si tratta di una forma di cooperazione tra Stati classica nel diritto internazionale. Sarebbe stato più in linea con l’evoluzione del diritto dell’Unione europea contemporaneo attivare una cooperazione rafforzata utilizzando il quadro giuridico predisposto dal Trattato di Amsterdam e riformato dal Trattato di Nizza per le materie del III Pilastro. In questo Pilastro, infatti, il diritto dell’Unione europea è in rapida evoluzione negli anni più recenti e tende a forme di maggiore integrazione tra gli Stati membri.

E’ quindi affidata agli Stati membri anche sulla base del principio di leale collaborazione previsto dall’art. 10 del Trattato di Roma mettere in atto tutti gli strumenti per realizzare effettivamente il progetto di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia e, in questa prospettiva, è più che doveroso da parte dell’Italia ratificare questo Trattato”. Nell’annunciare il voto favorevole del Pd alla ratifica Narducci ha espresso rammarico per la mancanza di un lavoro comune fra maggioranza e opposizione, volto a costruire percorsi di giustizia più condivisi. (Inform)

 
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