| COSTITUITA LA CONSULTA PD PER GLI ITALIANI NEL MONDO |
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| Scritto da Viviana Pansa INFORM | |
![]() EUGENIO MARINO ROMA – Si è svolta oggi a Roma, presso la sala conferenze della Direzione nazionale del Partito Democratico, la prima riunione della Consulta Pd per gli italiani nel mondo, un organismo – ancora in fase nascente - pensato per mettere in connessione i diversi soggetti che operano a stretto contatto con le tematiche migratorie, provenienti da diversi settori. Si tratta quindi di una prima riunione che sancisce “la costruzione di un rapporto permanente tra coordinamento Pd, parlamentari eletti all’estero e partecipanti alla Consulta”, provenenti dagli ambiti istituzionale, associativo, imprenditoriale, sindacale, dal mondo della cooperazione e della cultura in genere, il cui dialogo è indicato come metodo d’azione qualificante l’approccio del Pd alle collettività italiane residenti fuori dal territorio nazionale. Neri ha letto all’assemblea il saluto di Gianni Pittella, vice presidente del Parlamento europeo, il quale ha segnalato criticamente come gli italiani all’estero non vengano percepiti come una risorsa nel nostro Paese ed ha auspicato una riflessione sull’effetto delle attuali politiche del governo sul senso di appartenenza all’Italia dei connazionali residenti in Europa, in particolare. Anche Silvia Bartolini, presidente della consulta degli Emiliano-Romagnoli all’Estero, ha scritto per augurare un buon avvio dei lavori, affermando di accogliere l’istituzione della Consulta come un importante contributo alla costruzione del Pd. Il responsabile dell’ufficio Italiani nel Mondo della Direzione nazionale del Pd, Eugenio Marino, ha rilevato come la costituzione della Consulta traduca in termini operativi la volontà del partito di istituire un “dialogo aperto” con tutte le persone che operano in più ambiti e che si occupano a vario titolo anche di italiani nel mondo e “che si riconoscono nell’orizzonte politico del centro sinistra”. Un dialogo “con tutti coloro che si oppongono a questo momento politico e culturale” contrassegnato, in questi da due anni di governo di destra, da un’azione politica “che sta rescindendo i contatti con i connazionali all’estero - aggiunge Marino, - tagliando in maniera pesante e indiscriminata tutte le risorse destinate ai connazionali nel mondo, intervenendo pericolosamente sul sistema della loro rappresentanza, riducendo i servizi e azzerando la cooperazione”. Dinnanzi ad operazioni che rischiano di minare alla base il rapporto di fiducia dei connazionali all’estero con l’Italia, il Pd “mette a disposizione le sue risorse organizzative e non solo” a coloro che, anche non iscritti a partiti del centro sinistra, vogliano però “creare un progetto alternativo, - chiarisce Marino - che sia capace di ridisegnare l’orizzonte degli italiani nel mondo, tenendo conto sia del contributo da essi apportato in passato ed oggi, considerando tutto l’universo migratorio, dalle prime generazioni ai giovani nati e cresciuti all’estero, a coloro che oggi riprendono la strada per l’estero, indipendentemente dal grado di scolarizzazione posseduto”. Cruciale alla definizione di questo progetto, i festeggiamenti per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia. “In questo contesto politico e culturale, il Pd vuole essere il partito dell’Unità d’Italia e della costituzione italiana – rileva il responsabile democratico – ma non può essere solo. Facciamo in modo, anche attraverso l’attività di questa Consulta, che le iniziative messe in campo ribadiscano sì sentimenti patriottici, sicuramente più consolidati all’estero che in Italia, ma non si limitino all’aspetto celebrativo. Possiamo invece pensare ad una serie di appuntamenti in cui concentrare all’estero eventi simbolici, ma non solo, per rilanciare un’idea di unità e identità nazionale legate al patriottismo costituzionale e rivolta al futuro”. “Concentrarci sul destino dell’Italia, inevitabilmente connesso con quello dei connazionali all’estero, ci darà modo di attribuire all’iniziativa un carattere politico piuttosto che storico, per far comprendere anche quali sono le tematiche su cui è necessario invertire la tendenza – conclude Marino, ricordando, tra esse, l’importanza della promozione della lingua italiana all’estero, della diffusione della stampa italiana “collante di uno spirito di comunità che in Italia, negli ultimi 30 anni, è andato progressivamente a perdersi – egli rileva - nella errata convinzione che ognuno potesse bastare a se stesso”, il ruolo dei corpi intermedi di rappresentanza, la vocazione europeista dell’Italia, l’importanza della cooperazione allo sviluppo. Per Norberto Lombardi (Cgie), la Consulta dovrà avere tra i suoi compiti quello di “lanciare un appello alla politica affinché si ponga resistenza ai drammatici passaggi a cui stiamo assistendo, da ultimi i tagli che mettono a rischio la promozione della lingua italiana all’estero ma anche il rinnovo delle convenzioni in materia di assistenza sanitaria e la sopravvivenza della stampa, canale di comunicazione e dialogo anche con le nuove generazioni”. Lombardi auspica inoltre l’identificazione di proposte innovative ai problemi oggi sollevati dal mondo dell’emigrazione, una difesa della sua dimensione comunitaria e un maggior collegamento di essa con le tematiche connesse all’immigrazione. Un coinvolgimento delle Regioni nei lavori della Consulta viene incoraggiato da Angelo Lauricella, presidente dell’Unione Siciliani Emigrati e Famiglie (USEF), che sottolinea l’importanza di utilizzare la rete di contatti messa in campo dalle amministrazioni regionali in questi anni. Egli lamenta anche una mancata conoscenza delle potenzialità degli italiani all’estero e “un senso di abbandono che può essere vinto solo attraverso un rilancio dell’iniziativa politica rispetto a questi ultimi, da parte dei gruppi parlamentari”. Michele Mezza, già collaboratore di Rai International, afferma la necessità di coinvolgere nella Consulta i connazionali legati all’emigrazione più recente. Analogo coinvolgimento deve essere promosso in vista dei principali appuntamenti dell’Italia a carattere internazionale, come l’Expo 2015 e il Forum Universale delle culture, in programma a Napoli nel 2013. Andrea Amaro, componente di nomina governativa del Cgie, richiama invece l’opportunità di una presa di posizione chiara da parte della Consulta, di opposizione alla politica sugli italiani all’estero messa in campo dal governo. Roberto Volpini, coordinatore delle Acli per gli Italiani nel mondo e membro del Comitato di presidenza del Cgie, segnala i grandi cambiamenti che hanno coinvolto il mondo dell’emigrazione in questi ultimi anni e ribadisce la vitalità in esso della componente associazionistica “che tuttavia fa fatica ha rilanciare il proprio ruolo di promozione sociale”. Egli ritiene inoltre che l’approvazione da parte del Parlamento del progetto di legge sull’associazionismo, già presentato da Franco Narducci (Pd), contribuirebbe al riconoscimento istituzionale di quest’ultimo e dovrebbe essere considerato una tra le priorità della Consulta. Luciano Luciani, presidente dell’Istituto Fernando Santi, ricorda invece la necessità di approfondire e riprendere il dibattito sulle modalità di esercizio del voto all’estero. Neri afferma che il metodo di lavoro adottato dovrà essere quello della cooperazione nella ricerca di soluzione innovative alle tematiche che più interessano gli italiani all’estero e, a proposito dei festeggiamenti per il 150mo anniversario dell’Unità nazionale, rileva la necessità di una profonda riflessione sui cambiamenti dell’Italia e sul suo futuro, “una riflessione che sia lungimirante anche rispetto all’atteggiamento e ai rapporti che vogliamo costruire con l’area del Mediterraneo, oggi profondamente in crisi e sottovalutati – ricorda. Daniele Marconcini, presidente dell’associazione dei Mantovani nel Mondo, auspica un impegno concreto e operativo della Consulta. “Se le tematiche dell’emigrazione devono riuscire ad uscire da questa sorta di riserva indiana in cui sono state sino ad oggi imprigionate – afferma – occorre che ciascun consiglio regionale abbia un referente per l’emigrazione e che la Consulta sappia collegarsi con il territorio, magari riunendosi in luoghi diversi, così come invito a fare lo stesso il Cgie”. Marconcini segnala problematiche, emerse a livello territoriale, che non vengono trattate né dai media, né a livello nazionale, su cui la Consulta potrebbe invece utilmente aprire un confronto utile a tutti. Richiama infine la necessità di coinvolgere maggiormente i connazionali nell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia e nell’Expo 2015. Jorge Ithurburu, presidente dell’associazione 24 marzo, ha illustrato l’impegno messo in campo nei processi ai militari sudamericani responsabili di scomparse di cittadini italiani e le attività ultimamente svolte in Argentina con il sostegno di Libera, mentre Livio Melgari, del dipartimento internazionale dello Spi Cgil, si è soffermato sulle problematiche che più direttamente coinvolgono i pensionati italiani residenti all’estero. Sulla criticità dell’immagine del nostro Paese nel mondo si è soffermato infine Roberto Treu, responsabile delle politiche internazionale della Cgil, mentre Rossano Salvatore, presidente del CESC, coordinatore di enti per il servizio civile ha avanzato la proposta di una collaborazione tra questi ultimi e i partecipanti alla Consulta. A tracciare le conclusioni dell’incontro, il responsabile dell’Organizzazione del Pd, Nico Stumpo. “Quello di oggi è un primo passo di un cammino utile a rendere più forte il nostro partito. La Consulta potrà dare un contributo fondamentale alla costruzione di una nuova politica culturale per il nostro Paese – ha affermato Stumpo, ribadendo l’opportunità del dialogo tra diverse identità “per delineare una prospettiva diversa”. Stumpo ha inoltre ricordato, tra i prossimi appuntamenti del Pd, la Festa democratica che si svolgerà a Torino dal 28 agosto al 12 settembre e in cui saranno organizzati incontri specifici sugli italiani all’estero. Eugenio Marino ha quindi segnalato il progressivo coinvolgimento dei vertici del partito nelle iniziative che toccano più direttamente i connazionali: “oggi una proposta di legge sul voto all’estero, a prima firma di Dario Franceschini e siglata anche dal segretario Pier Luigi Bersani, è stata presentata alla Camera – ha annunciato Marino. – Nei prossimi giorni un identico provvedimento verrà presentato in Senato, a prima firma di Anna Finocchiaro”. Hanno presenziato a parte dei lavori anche i deputati del Pd eletti all’estero Marco Fedi (Africa, Asia, Oceania e Antartide), Laura Garavini (Europa), Gino Bucchino (America settentrionale e centrale), Gianni Farina (Europa), Fabio Porta (America meridionale), e il senatore Nino Randazzo (Africa, Asia, Oceania e Antartide). Fonte: Viviana Pansa – Inform |
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